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CONTESTO NORMATIVO

Diverse Direttive Europee, in particolare la 2008/98/CE (e le leggi nazionali che ne sono derivate), si sono concentrate sul problema dei rifiuti, dando precisi indirizzi ed indicando compiti e responsabilità. Negli ultimi decenni un interesse particolare ha riguardato la riduzione degli effetti dei rifiuti sulla natura e sull’ambiente, la riduzione della produzione di rifiuti stessi e la possibilità di risparmiare e recuperare da essi risorse naturali.

La gestione integrata dei rifiuti è stata introdotta in Italia con il D.Lgs. 5 febbraio 1997, n. 22 (il c.d. Decreto Ronchi del 1997), emanato in attuazione delle sopracitate Direttive dell’Unione Europea.

La materia è oggi disciplinata dal D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 e s.m.i., noto anche come “Testo unico ambientale”, che affronta la questione dei rifiuti, delineando priorità di azioni all’interno di una logica di gestione integrata del problema.  Il Decreto riprende dal Decreto Ronchi l’ordine di priorità per le diverse fasi di vita dei rifiuti:

  • riduzione della produzione e della pericolosità;
  • riutilizzo e riciclaggio;
  • recupero, nelle sue diverse forme (materia ed energia);
  • smaltimento in condizioni di sicurezza.

Pertanto, se il primo livello di attenzione è rivolto alla necessità di prevenire la formazione dei rifiuti e di ridurne la pericolosità, il passaggio successivo riguarda l’esigenza di riutilizzare i prodotti (es. bottiglie, con il vuoto a rendere) e, se non è possibile il riuso, di riciclare i materiali. Infine, solo per quanto riguarda il materiale che non è stato possibile riutilizzare e poi riciclare, si pongono le due soluzioni del recupero energetico (es. tramite incenerimento) oppure dello smaltimento in discarica.

Va inoltre evidenziato che la Direttiva Quadro sui rifiuti 2008/98/CE, recepita nell’ordinamento nazionale dal D. Lgs. N. 205/2010, affianca, agli obiettivi di raccolta previsti dalla normativa italiana, target di preparazione per il riutilizzo e riciclaggio di specifici flussi di rifiuti, quali i rifiuti urbani e i rifiuti da attività di costruzione e demolizione.

Tale direttiva stabilisce in particolare che gli Stati membri devono incentivare l’uso di materiali riciclati (come ad esempio la carta riciclata), al fine di preservare le risorse naturali, e non devono promuovere, laddove possibile, lo smaltimento in discarica o l’incenerimento.

Così all’art. 11 della Direttiva 2008/98/CE: “entro il 2020 aumento almeno del 50% in peso di preparazione per il riutilizzo e il riciclaggio di rifiuti provenienti da nuclei domestici (in particolare carta, plastica, metalli e vetro) o di rifiuti simili di altra origine”.

Con il Decreto 26 Maggio 2016 il Ministero dell’Ambiente fissa a livello nazionale le linee guida per il calcolo della percentuale di raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani: nello specifico dei rifiuti da spazzamento strade, il decreto prevede, all’articolo 3 dell’Allegato, che debbano “essere raccolti in modo separato rispetto agli altri rifiuti urbani ed essere avviati prioritariamente a Recupero di Materia”.

La realizzazione di un impianto in grado di recuperare alcune particolari tipologie di rifiuto urbano, come ad es. i rifiuti da spazzamento stradale, costituisce per le Amministrazioni Pubbliche competenti l’opportunità per aggiornare e perfezionare l’elenco degli impianti individuati dai Piani di Gestione Regionale e Provinciali.

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